La radioscopia viene eseguita sempre dopo la radiografia, qualora sorgano dubbi sulla diagnosi.
Attraverso il movimento del paziente, per mezzo della radioscopia, si possono dissociare strutture anatomiche sovrapposte, valutare le calcificazioni, riconoscere false immagini e valutare anche il movimento degli emidiaframmi e del cuore.
La radioscopia, comunque, eroga una dose al paziente non trascurabile e non lascia traccia documentabile di ciò che si è visto.
L’ecografia non è utilizzata nello studio del torace, perché la presenza di aria nel polmone ostacola il passaggio degli ultrasuoni.
Può essere utilizzata per differenziare un versamento massivo da un’atelectasia o nel pneumotorace (con sonde intracostali).
La risonanza magnetica è una metodica mutiplanare, che, quindi fornisce immagini sui tre piani dello spazio, utilizzando onde radio e campi magnetici.
La risonanza magnetica è utilizzata solo per lo studio dell’infiltrazione parietale dei tumori, soprattutto all’apice.
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martedì 12 dicembre 2006
TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA
La tomografia computerizzata fornisce immagini corrispondenti alle sezioni del corpo esaminate utilizzando raggi X.
Questo metodica fornisce immagini native in sezione assiale e poi tramite le ricostruzioni si possono avere sezioni saggitali e coronali.
Esistono quattro generazioni di T.C.
La più recente è quella di quarta generazione.
In essa sono presenti un numero di rivelatori. che va da 1200 a 4800, disposti su uno corona circolare fissa e il fascio radiogeno che ha un ampiezza di 40-50 gradi e ruota per 360 gradi.
Oggi si utilizza anche la tomografia computerizzata spirale che è caratterizzata dall’emissione continua del fascio radiogeno accompagnata dal movimento del lettino, per avere in un’unica apnea respiratoria e, quindi, in tempi brevi intere regioni anatomiche.
Per lo studio della patologia polmonare la tomografia computerizzata è ancora la metodica di eccellenza.
Questa metodica, infatti, ha un elevata risoluzione di contrasto che permette di osservare rilievi anatomici con elevata precisione.
Tale metodica consente di avere una visione panoramica e, quindi, di vedere lesioni in distretti mal esplorabili con il radiogramma del torace standard.
Consente, infine, di fare una diagnosi precoce di numerose patologie rispetto alla radiografia del torace.
Per lo studio del torace si può eseguire:
- T.C. convenzionale dagli apici alle basi con strati di 5-10mm.
- T.C. ad alta risoluzione con strati di 1-2mm, che si differenzia dalla precedente per la matrice ed il filtro di convoluzione utilizzato (ad alta frequenza spaziale).
- T.C. spiroidea che con una singola apnea ci consente di acquisire tutto il volume toracico.
Il problema delle tomografia computerizzata, soprattutto quella ad alta risoluzione, è l’elevata dose somministrata al paziente.
Per questo motivo viene utilizzata come metodica di secondo livello.
Questo metodica fornisce immagini native in sezione assiale e poi tramite le ricostruzioni si possono avere sezioni saggitali e coronali.
Esistono quattro generazioni di T.C.
La più recente è quella di quarta generazione.
In essa sono presenti un numero di rivelatori. che va da 1200 a 4800, disposti su uno corona circolare fissa e il fascio radiogeno che ha un ampiezza di 40-50 gradi e ruota per 360 gradi.
Oggi si utilizza anche la tomografia computerizzata spirale che è caratterizzata dall’emissione continua del fascio radiogeno accompagnata dal movimento del lettino, per avere in un’unica apnea respiratoria e, quindi, in tempi brevi intere regioni anatomiche.
Per lo studio della patologia polmonare la tomografia computerizzata è ancora la metodica di eccellenza.
Questa metodica, infatti, ha un elevata risoluzione di contrasto che permette di osservare rilievi anatomici con elevata precisione.
Tale metodica consente di avere una visione panoramica e, quindi, di vedere lesioni in distretti mal esplorabili con il radiogramma del torace standard.
Consente, infine, di fare una diagnosi precoce di numerose patologie rispetto alla radiografia del torace.
Per lo studio del torace si può eseguire:
- T.C. convenzionale dagli apici alle basi con strati di 5-10mm.
- T.C. ad alta risoluzione con strati di 1-2mm, che si differenzia dalla precedente per la matrice ed il filtro di convoluzione utilizzato (ad alta frequenza spaziale).
- T.C. spiroidea che con una singola apnea ci consente di acquisire tutto il volume toracico.
Il problema delle tomografia computerizzata, soprattutto quella ad alta risoluzione, è l’elevata dose somministrata al paziente.
Per questo motivo viene utilizzata come metodica di secondo livello.
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sabato 2 dicembre 2006
II.2.2 Sistema DR

I vantaggi di un sistema DR possono essere:
- per il paziente:
1) riduzione della dose;
2) riduzione del tempo d’esame;
3) minor ripetizioni e richiami;
4) il tecnico non si allontana mai dalla sala e, quindi, controlla sempre il paziente;
- per il medico:
1) invio automatico delle immagini verso sistemi DICOM;
2) refertazione più rapida.
Con tale sistema si ha un aumento della produttività, in quanto non esistono più cassette e chimici; si ha l’elaborazione automatica delle immagini e l’integrazione con sistemi RIS/PACS. Vi è riduzione dei costi interni perché diminuisce il tempo di esame, il numero di ripetizioni, è possibile la riduzione del numero dei films e migliora il flusso di lavoro.
Gli svantaggi sono una minore risoluzione spaziale e l’impossibilità di eseguire esami a pazienti in carrozzina.
I sistemi digitali diretti si dividono in:
1) a scansione lineare;
2) ad ampia superficie attiva o passiva.
Il sistema digitale a scansione lineare è costituito da un singolo rivelatore, in genere germanato di bismuto, che converte l’energia dei raggi X in energia luminosa.
Al rivelatore è associato un fotodiodo che converte la luce in segnale elettrico.
L’insieme rivelatore-fotodiodo è accoppiato a un fascio di raggi x “a pennello” che esegue una scansione bidimensionale della ragione anatomica da studiare in tempi di pochi secondi.
La risoluzione spaziale di questo sistema è condizionata dalle dimensioni del rivelatore, che può raggiungere 0.25 mm 2.
Il sistema diventa più efficiente se si utilizza un fascio di raggi X “a ventaglio” e una serie di rivelatori accoppiati al fotodiodo.
Il numero di rivelatori può essere di alcune migliaia. In tal caso si ha una risoluzione spaziale buona.
Questo sistema è utilizzato nello scanogramma T.C. e, con apposite varianti, in radiologia toracica.
I sistemi attivi ad ampia superficie sono costituiti da una telecamera ad alta risoluzione e da un intensificatore elettronico di luminosità.
Sono utili per lo studio di organi in movimento perché le immagini vengono fornite “in tempo reale”.
Nei sistemi passivi ad ampia superficie il rivelatore può essere elettrostatico o fotoemitttente.
Nel primo caso, una lastra di selenio viene esposta ai raggi X.
L’immagine che si viene a formare su di essi viene sottoposta a scansione da parte di microelettrometri contigui.
Vengono così a crearsi segnali che possono essere digitalizzati.
I sistemi a rivelatori fotoemittenti sono costituiti da una griglia fissa 35 x 43 cm, costituita da milioni di transistor a strato sottile.
Ogni transistor è ricoperto da selenio amorfo.
Quando la piastra viene esposta ai raggi x, il selenio amorfo si caricherà elettricamente.
La carica elettrica verrà trasmessa e accumulata in ogni transistor.
Il calcolatore, quindi, permetterà la visualizzazione dell’immagine sul monitor.
Con queste piastre aumenta l’efficienza di rivelazione, la risoluzione spaziale e diminuisce il rumore.
Eseguendo l’esame della colonna cervicale con il sistema DR, i dati esposimetrici sono: 73Kv e 0.8mAs con notevole riduzione della dose rispetto al sistema precedente.
- per il paziente:
1) riduzione della dose;
2) riduzione del tempo d’esame;
3) minor ripetizioni e richiami;
4) il tecnico non si allontana mai dalla sala e, quindi, controlla sempre il paziente;
- per il medico:
1) invio automatico delle immagini verso sistemi DICOM;
2) refertazione più rapida.
Con tale sistema si ha un aumento della produttività, in quanto non esistono più cassette e chimici; si ha l’elaborazione automatica delle immagini e l’integrazione con sistemi RIS/PACS. Vi è riduzione dei costi interni perché diminuisce il tempo di esame, il numero di ripetizioni, è possibile la riduzione del numero dei films e migliora il flusso di lavoro.
Gli svantaggi sono una minore risoluzione spaziale e l’impossibilità di eseguire esami a pazienti in carrozzina.
I sistemi digitali diretti si dividono in:
1) a scansione lineare;
2) ad ampia superficie attiva o passiva.
Il sistema digitale a scansione lineare è costituito da un singolo rivelatore, in genere germanato di bismuto, che converte l’energia dei raggi X in energia luminosa.
Al rivelatore è associato un fotodiodo che converte la luce in segnale elettrico.
L’insieme rivelatore-fotodiodo è accoppiato a un fascio di raggi x “a pennello” che esegue una scansione bidimensionale della ragione anatomica da studiare in tempi di pochi secondi.
La risoluzione spaziale di questo sistema è condizionata dalle dimensioni del rivelatore, che può raggiungere 0.25 mm 2.
Il sistema diventa più efficiente se si utilizza un fascio di raggi X “a ventaglio” e una serie di rivelatori accoppiati al fotodiodo.
Il numero di rivelatori può essere di alcune migliaia. In tal caso si ha una risoluzione spaziale buona.
Questo sistema è utilizzato nello scanogramma T.C. e, con apposite varianti, in radiologia toracica.
I sistemi attivi ad ampia superficie sono costituiti da una telecamera ad alta risoluzione e da un intensificatore elettronico di luminosità.
Sono utili per lo studio di organi in movimento perché le immagini vengono fornite “in tempo reale”.
Nei sistemi passivi ad ampia superficie il rivelatore può essere elettrostatico o fotoemitttente.
Nel primo caso, una lastra di selenio viene esposta ai raggi X.
L’immagine che si viene a formare su di essi viene sottoposta a scansione da parte di microelettrometri contigui.
Vengono così a crearsi segnali che possono essere digitalizzati.
I sistemi a rivelatori fotoemittenti sono costituiti da una griglia fissa 35 x 43 cm, costituita da milioni di transistor a strato sottile.
Ogni transistor è ricoperto da selenio amorfo.
Quando la piastra viene esposta ai raggi x, il selenio amorfo si caricherà elettricamente.
La carica elettrica verrà trasmessa e accumulata in ogni transistor.
Il calcolatore, quindi, permetterà la visualizzazione dell’immagine sul monitor.
Con queste piastre aumenta l’efficienza di rivelazione, la risoluzione spaziale e diminuisce il rumore.
Eseguendo l’esame della colonna cervicale con il sistema DR, i dati esposimetrici sono: 73Kv e 0.8mAs con notevole riduzione della dose rispetto al sistema precedente.
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APPARECCHIATURE PER LO STUDIO DEL TORACE
giovedì 30 novembre 2006
II.2.1 Sistema CR

Il sistema CR è una tecnologia che presenta i seguenti vantaggi:
- è facilmente integrabile, perchè i cambiamenti rispetto al sistema analogico sono minimi;
- non sono necessari cambiamenti alle diagnostiche;
- può servire più diagnostiche;
- è utilizzabile per tutte le applicazioni radiologiche;
- ha maggiore latitudine di posa;
- è possibile l’imaging processing, che migliora la qualità dell’immagine;
- è possibile riprodurre molteplici stampe originali;
- è possibile l’accesso remoto alle immagini;
- è un primo passo verso la radiologia digitale e il PACS (archiviazione e gestione immagini).
- è facilmente integrabile, perchè i cambiamenti rispetto al sistema analogico sono minimi;
- non sono necessari cambiamenti alle diagnostiche;
- può servire più diagnostiche;
- è utilizzabile per tutte le applicazioni radiologiche;
- ha maggiore latitudine di posa;
- è possibile l’imaging processing, che migliora la qualità dell’immagine;
- è possibile riprodurre molteplici stampe originali;
- è possibile l’accesso remoto alle immagini;
- è un primo passo verso la radiologia digitale e il PACS (archiviazione e gestione immagini).
Gli imaging plate sono costituti da:
- copertura che fa da strato protettivo;
- fosfori;
- supporto;
- cellulosa;
- piombo;
- alluminio con struttura a nido d’ape.
Il fosforo utilizzato è prevalentemente fluorobromuro di bario all’europio, che sfrutta il fenomeno della fluorescenza.
I plate vengono esposti alle radiazioni X e si crea ,così, l’immagine latente.
Tale immagine viene, poi, introdotta, attraverso la cassetta, nel CR.
All’interno del sistema la cassetta viene prelevata ed esposta al laser.
Il laser induce il fenomeno della luminescenza.
Avviene, poi, la detezione della luce, la conversione analogica/digitale, l’eventuale rielaborazione delle immagini, la cancellazione del plate, che sarà così pronto per un nuovo utilizzo, e il ritorno del plate nella stessa cassetta.
Durante questo processo niente tocca lo schermo e non si ha nessuna usura da trasporto.
Con il sistema CR, una colonna cervicale viene eseguita con i seguenti dati esposimetrici: 70Kv e 32mAs.
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martedì 28 novembre 2006
II.2 Sistema digitale

Un sistema digitale ha due caratteristiche: la variabile rappresentata deve essere digitale e le dimensioni delle unità elementari devono essere finite.
Un’immagine digitale non può diventare analogica, dato che questa ultima ha maggior risoluzione spaziale e i dati mancanti alla prima non possono essere aggiunti.
Un altro svantaggio del processo di digitalizzazione, oltre all’inferiore risoluzione spaziale, è la necessità di disporre di computer con notevoli capacità di memoria.
I vantaggi di tale sistema sono: la possibilità di elaborare le immagini e di digitalizzarle e, quindi, archiviarle.
Nel sistema digitale le immagini sono costituite da una matrice di numeri corrispondenti alle varie densità radiografiche.
La matrice è costituita da pixel, che l’elemento unitario dell’immagine.
La risoluzione spaziale di un’immagine digitale è inversamente proporzionale alla dimensione del pixel.
Più piccolo è il pixel, maggiore sarà la risoluzione spaziale.
I sistemi digitali sono costituiti da:
- un tubo a raggi X;
- un sistema di rivelazione;
- un sistema di registrazione;
- un computer;
- un sistema di visualizzazione;
- un sistema di archiviazione.
L’ apparecchiatura digitale può essere costituita da cassette mobili o imaging plate (Computer Radiography o sistema CR) o da una griglia fissa (Direct radiography o sistema DR).
Un’immagine digitale non può diventare analogica, dato che questa ultima ha maggior risoluzione spaziale e i dati mancanti alla prima non possono essere aggiunti.
Un altro svantaggio del processo di digitalizzazione, oltre all’inferiore risoluzione spaziale, è la necessità di disporre di computer con notevoli capacità di memoria.
I vantaggi di tale sistema sono: la possibilità di elaborare le immagini e di digitalizzarle e, quindi, archiviarle.
Nel sistema digitale le immagini sono costituite da una matrice di numeri corrispondenti alle varie densità radiografiche.
La matrice è costituita da pixel, che l’elemento unitario dell’immagine.
La risoluzione spaziale di un’immagine digitale è inversamente proporzionale alla dimensione del pixel.
Più piccolo è il pixel, maggiore sarà la risoluzione spaziale.
I sistemi digitali sono costituiti da:
- un tubo a raggi X;
- un sistema di rivelazione;
- un sistema di registrazione;
- un computer;
- un sistema di visualizzazione;
- un sistema di archiviazione.
L’ apparecchiatura digitale può essere costituita da cassette mobili o imaging plate (Computer Radiography o sistema CR) o da una griglia fissa (Direct radiography o sistema DR).
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lunedì 27 novembre 2006
II.1 Sistema analogico

Un sistema analogico per la rivelazione delle immagini deve soddisfare due condizioni: la variabile rappresentata nell’immagine deve essere analogica e le dimensioni delle sue unità elementari devono essere infinite (immagine continua).
Un’immagine è analogica perché, nell’intervallo tra la trasparenza assoluta e l’opacità assoluta può assumere qualunque valore numerico.
Il diametro dei granuli di bromuro di argento è di 0.002 mm ed è infinitesimo in riferimento al potere di risoluzione dell’occhio che è di 0.1 mm.
Un’immagine analogica può essere trasformata in un immagine digitale.
Con la digitalizzazione dell’immagine, tramite scanner, si perde in risoluzione spaziale, ma si può elaborare l’immagine ed effettuare la sua archiviazione in maniera digitale.
Tale sistema è caratterizzato dall’utilizzo di cassette con pellicole analogiche.
All’interno della cassetta ci sono delle pellicole radiografiche contenenti granuli di bromuro di argento dispersi in gelatina animale (emulsione).
L’emulsione è ricoperta da uno strato protettivo, stesa su uno strato di cellulosa o poliestere e si trova su entrambe le facce della pellicola.
Per effetto dei raggi X il bromuro di argento si decompone e libera argento metallico puro, opaco alla luce.
Si crea così l’immagine latente che per diventare visibile dovrà essere sottoposta al processo di sviluppo.
Allo sviluppo fa seguito il fissaggio per eliminare il bromuro di argento che non ha interagito con i fotoni X , il lavaggio e l’essicamento.
Il fenomeno così descritto è a scarso rendimento.
Ecco perché la pellicola viene compressa tra due schemi di rinforzo fluorescenti, che cattureranno i fotoni e li convertiranno in fotoni luminosi a elevato rendimento.
In tal modo, la quantità di fotoni X che servirà per annerirete la pellicola potrà essere ridotta da 10 a 100 volte.
Gli schemi di rinforzo sono costituiti da: uno strato di supporto, uno strato riflettente che ha la funzione di recuperare i fotoni che altrimenti passerebbero attraverso il supporto, uno strato fluorescente ed uno strato protettivo.
Gli schermi di rinforzo attuali utilizzano come fosfori elementi delle cosiddette “terre rare”, tra cui l’ossisolfuro di gadolinio.
Gli schermi alle terre rare, a parità di definizione, hanno un rendimento 6-8 volte superiore a quelli al tungstato di calcio, usati in passato.
La cassetta ha funzione di protezione dalla luce.
Associata alla cassetta vi è una griglia, che è indispensabile nella tecnica a raggi duri.
Oggi si utilizzano i Potter-Bucky (griglie mobili), perfettamente bilanciati con il tubo radiogeno.
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domenica 26 novembre 2006
CAPITOLO II - IL TELERADIOGRAFO
Il teleradiografo è un’apparecchiatura utilizzata per eseguire radiogrammi con elevata distanza fuoco-film (circa 2m).
Può essere utilizzato per lo studio della colonna in toto, ma in genere viene usato per la radiografia del torace.
E’ generalmente asservito a un tubo su stativo a pavimento o pensile.
Con la teleradiografia il fenomeno dell’ingrandimento sulle immagini radiografiche diventa trascurabile.
La distanza fuoco-film elevata ha importanti effetti anche sulla sfumatura geometrica che viene notevolmente ridotta.
Il teleradiografo per la rilevazione dell’immagine può utilizzare sistemi analogici o digitali.
Può essere utilizzato per lo studio della colonna in toto, ma in genere viene usato per la radiografia del torace.
E’ generalmente asservito a un tubo su stativo a pavimento o pensile.
Con la teleradiografia il fenomeno dell’ingrandimento sulle immagini radiografiche diventa trascurabile.
La distanza fuoco-film elevata ha importanti effetti anche sulla sfumatura geometrica che viene notevolmente ridotta.
Il teleradiografo per la rilevazione dell’immagine può utilizzare sistemi analogici o digitali.
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